Biografia
Attraverso processi collaborativi e performativi, Simona Da Pozzo radica la sua ricerca interdisciplinare nella sfera pubblica. Le sue opere, quali video, disegni, stampe fotografiche, installazioni, oggetti e libri - sono state presentate in contesti underground e istituzionali tra cui: Museo d’Arte Contemporanea di Caracas, Museo d’Arte Moderna di Mosca; Victoria and Albert Museum di Londra; Museo d’Arte Orientale di Torino, YBCA di San Francisco, Museo d’Arte Contemporanea di Lissone; Space Museum di Hong Kong; EMPAC di New York.

La sua ricerca sulla risemantizzazione dei monumenti è stata presentata al Museo Triennale di Milano (Hacking Monuments, Urban Center 2020), e a Palazzo Fondi con il Matronato del Museo d’Arte Contemporanea Donnaregina (Quando Sbucci il Marmo, 2022). Dal 2019 lavora sui rapporti interspecie e sui fiumi presentando gli esiti delle sue ricerche nell’ambito delle personali It’s raining Gods (& Goddesses) al Museo Archeologico Nazionale di Napoli (2023- 2024) e Il Peso negli Occhi (Palazzina Indiano Arte, Firenze)

Conduce la sua ricerca nello spazio pubblico grazie a premi, borse e residenze artistiche quali quelle presso Künstlerdorf Schöppingen (Münster 2014), Mansion Blatt (Beirut, 2016), Le BelOrdinaire (Pau, 2008) grazie alla borsa di ricerca del Ministero Francese della Cultura e della Comunicazione (Dicrèam 2007), State Of The City (Rotterdam 2020) e Delphi_Space (Friburgo 2025) grazie alle borse di nctm e l’arte.

Nata a Caracas e formatasi tra Milano (Civica Scuola di Cinema, 2000 / CIMD 2001), Parigi (Rencontres Internationales de Danse Contemporaine, 2002 / Diplôme Nationale Superièure d’Expression Plastique, 2009) e Anversa (Sint-Lucas Academy, Master Avanzato di Ricerca in Arte e Design in Contesto Sociale e Politico, 2020), attualmente lavora a Napoli dove con l’associazione Ex-Voto [Radical Public Culture], di cui fa parte dal 2012, persegue la propria ricerca artistica e attiva progetti di carattere curatoriale.